APPARECCHIARE NEL TEMPO E NELLA CULTURA



Gerard Horenbout (attribuito a), Mese di gennaio. Ricco signore a tavola, in Breviario Grimani, 1515-1520 circa. Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana

Manifattura milanese, Coltello, inizi XVI secolo. Milano, Museo Poldi Pezzoli

In alto: Paul Limbourg, Il duca di Berry a tavola, in Les très riches heures du duc de Berry, XV secolo, particolare. Chantilly, Musée Condé

Sulla tavola medievale comparivano solo pochi coltelli, che non erano certo posate individuali, bensì utensili messi a disposizione di più commensali.
Questa pratica non stupisce se si considera la dimensione fortemente collettiva del convivio medievale, che portava a condividere le medesime coppe per bere, i medesimi taglieri per poggiare le pietanze.
Pur non essendo in tavola, il coltello era comunque ben presente nel mondo medievale. Generalmente ogni uomo portava con sé il proprio coltello, custodito in un fodero appeso alla cintura, pronto a ogni evenienza anche come arma di difesa e di offesa.
La lama, in ferro e dall’estremità appuntita, veniva spesso affilata e all’ingresso della casa c’era un utile cote.
Il manico dei coltelli offriva ad abili forgiatori e intagliatori una stimolante occasione decorativa: argento, oro, avorio, smalti venivano lavorati per raffigurare scene venatorie, mitologiche, religiose, animali fantastici, stemmi.